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28 novembre 2019

Allarme giovani

A 36 anni dalla sua scoperta, con potenti terapie disponibili e in vista il traguardo di un vaccino, non si può dire che l’Aids sia stata sconfitta: addirittura il contrario, l’allarme torna alto soprattutto tra i giovani.

Uno scenario inquietante a pochi giorni dalla Giornata mondiale dell'Aids l’1 dicembre.

In  numeri significa che il 2018 mostra una complessiva riduzione dei casi, ma non tra i 20-30enni. Gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità segnalano dunque come “l’arretramento' del virus non coinvolga però i più giovani: le nuove infezioni da Hiv in Italia sono state 2.847 (4,7 ogni 100.000 residenti), con una riduzione dei casi in tutte le regioni dopo il picco di incidenza nel 2017 tra i giovani sotto i 25 anni. I nuovi casi di Aids sempre nel 2018 sono invece stati 661, in lieve diminuzione. Ma tra i giovani la riduzione è molto più limitata: l’incidenza è cioè più alta tra i 25-29 anni (11,8 nuovi casi) e 30-39 anni (10,9 nuovi casi)”.

 

Strage di bambini

Cala l’attenzione e aumenta la sottovalutazione dei rischi, tanto che la maggioranza delle nuove infezioni è dovuta a rapporti sessuali non protetti (80,2%).

Peggio ancora va ai bambini: sempre l’anno scorso, rileva l’Unicef, ne sono morti 320 al giorno per cause legate all’Aids. L’accesso delle madri alle terapie antiretrovirali per prevenire la trasmissione del virus ai loro figli è aumentato a livello globale, raggiungendo l'82%, ma persistono disparità fra le regioni, con Africa e Asia in svantaggio.

Insomma, un quadro generale che “conferma come sia urgente mettere in campo contromisure efficaci”.

 

Informazione scolastica al centro

Invocando “misure ad hoc”, il presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Marcello Tavio, afferma che “una maggiore collaborazione tra specialisti e medici di famiglia con specifiche domande mirate sul comportamento sessuale del singolo, può favorire delle diagnosi precoci e individuare il virus con un semplice test”.

Intanto, sta per partire un’iniziativa del Centro studi delle Professioni Sanitarie per la Giustizia che coinvolgerà varie scuole superiori in tutta Italia, dove sarà proiettato un cortometraggio per sensibilizzare i giovani contro il virus Hiv. Si intitola “Io&Frieddie. Una specie di magia”: un giovane universitario è diviso tra l’odio verso gli omosessuali e l’amore per Chiara, dalle frequentazioni promiscue. A fare da sfondo l’incredibile fantasma di Freddie Mercury, che guiderà il giovane verso l’amara scoperta della positività all’Hiv.