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21 novembre 2019

Il ruolo del personale ospedaliero

Relazioni, empatia e – per chi crede – spiritualità quali validi alleati nella cura dei pazienti.

Su questo percorso si è svolto negli scorsi giorni il convegno multidisciplinare “Psiche, corpo, spirito: alleati per la cura”, organizzato al Policlinico Gemelli a Roma con la partecipazione di oncologi, psicologi, teologi, sportivi e rianimatori.

Per Simonetta Ferretti, coordinatrice del servizio di psicologia clinica, l’obiettivo è la “sensibilizzazione del personale ospedaliero, che convive tutti i giorni con la malattia, avvicinandolo a tematiche che conducono a una visione complessiva della persona. È una riflessione che tiene conto della grande rilevanza dell’aspetto tecnologico, scientifico, cercando però di coniugarlo con temi come quello della spiritualità”.

 

Uno scenario operativo

Proprio il Policlinico Gemelli agisce prevalentemente su tre campi d’azione:

1. servizio di psicologia clinica;

2. attività di ricerca;

3. sostegno al personale ospedaliero nel controllo del Burnout, ovvero quella situazione di stress causata da professioni particolarmente logoranti dal punto di vista psicologico.

Su questi fronti emerge che la struttura romana eroga circa 30.000 prestazioni annuali di psicologia, tramite il servizio di psicologia clinica, finalizzate a sostenere il paziente nel suo percorso diagnostico-terapeutico. È possibile accedervi da tutti i reparti, tenendo conto delle competenze generali che uno psicologo deve possedere. Poi, per ogni settore – come psico-oncologia, psichiatria, l’area dei trapianti o quella materna-infantile – si sono sviluppate capacità tecnico-scientifiche che consentono di intervenire al momento giusto con un’offerta corretta per il paziente.

 

Medicina di relazione

Ecco uno scenario operativo che interpreta la medicina come strumento che deve farsi carico non solamente dell’uomo, ma anche del contesto in cui questo vive. Con specifico riferimento al tema oncologico significa “personalizzare” l’assistenza e favorire una presa in carico globale del paziente, da un punto di vista clinico e umano, per offrire un continuum assistenziale e il soddisfacimento dei bisogni della persona assistita e dei suoi caregiver.

Accanto a ciò si ipotizzano anche ausili derivanti da pratiche di meditazione o momenti di spiritualità che inneschino fenomeni positivi come la riduzione dello stress, la gestione delle emozioni, l’autoregolazione o lo sviluppo del supporto socio-relazionale