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24 ottobre 2019

Protagoniste dell’economia familiare

Amministrano le spese più classicamente legate al ruolo tradizionale (il 91% bada alle spese per l’abbigliamento, l’86% alla spesa per la famiglia, l’85% alle spese per i figli). Ma la loro sfera di influenza si estende anche alla gestione del denaro della famiglia e gli investimenti (il 74% si occupa anche della gestione del risparmio).

Lo mette in luce la ricerca “Donne di denari: la partita dell’educazione finanziaria” realizzata dalla società di credito al consumo Agos, insieme alla società di ricerche Eumetra MR.

Secondo il sondaggio, le donne hanno voce in capitolo anche nelle spese per la gestione del condominio e per le bollette (72%) o l’acquisto e la gestione di auto e moto (65%).

Questo ruolo sembra svilupparsi soprattutto in caso delle single, delle separate o delle vedove. In ogni caso, in tutte le situazioni si registra una certa attenzione al controllo delle spese: il 69% lo fa frequentemente. Si tratta tuttavia di un controllo più ex post che ex ante come “controllo il saldo (45%)… tengo conto delle spese mensili (43%)…”.

 

Educazione finanziaria

Per gli italiani, tutti, uomini e donne, genitori e non, insegnare ai figli a gestire i soldi è molto importante. È opinione diffusa che l’educazione finanziaria debba essere impartita sin dalla più tenera età (99% del totale) e che debbano essere soprattutto i genitori ad occuparsene (52%). La soluzione più usata è l’affidamento di piccole somme al bambino (51%). Ma un po' di competenze teoriche non guastano: ad esempio spiegare al bambino/ragazzo come funzionano le spese di casa (52%) o come si paga una bolletta.

Anche il coinvolgimento nelle spese famigliari appare una pratica diffusa (50%): parlare assieme di come si sta scegliendo un elettrodomestico, di quanto costa una vacanza, o di un qualsiasi altro gesto economico finanziario significativo della famiglia.

…Soprattutto far intendere chiaramente ai minori che le possibilità economiche, anche quando evidenti, non sono sterminate. Il rischio è una distorta percezione di “ricchezza” che limita la capacità di comprensione verso l’eventuale rifiuto di un acquisto o di un regalo.