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09 luglio 2019

Esistono vari tipi di dipendenza interpersonale che hanno in comune l’essere forme di rapporto in cui i soggetti coinvolti non si vivono come persone che vogliono stare insieme, ma come persone che hanno bisogno dell’altro per ottenere il cambiamento d’umore desiderato.

Alcuni di questi sono i “rapporto-dipendenti” che si dividono in due gruppi:

  1. coloro che hanno bisogno di un rapporto, non importa con chi, pur di sentirsi in coppia con qualcuno;
  2. chi è “persona-dipendente", quindi con un rapporto patologico di fissazione ossessiva su una particolare persona.

Il primo tipo non può fare a meno dell’idea di avere un rapporto, il secondo deve avere quel rapporto con quella persona. Tutti e due sono ossessionati dal bisogno di controllare l’altro, dalla paura che cambi, che li abbandoni.

Questo è il segnale di uno scompenso tra la percezione di sé e la percezione dell’altro. Più la persona si sottovaluta e si disistima più è costretta a ricorrere all’altro e a pretendere dall’altro quanto “non può” riconoscere di poter ottenere da se stessa. Molte donne vittime di tali dinamiche hanno la convinzione di non valere, di non essere importanti, di non meritare fiducia e affetto; anche se razionalmente ritengono di avere intuito, di essere abili e intelligenti.

Queste donne hanno poco riguardo per la propria integrità personale. Mancando di autostima e lasciandosi coinvolgere in situazioni caotiche, incerte ed emotivamente penose, dimenticano le responsabilità che hanno verso se medesime. Il loro diviene un non volersi bene.

Seppur opinione diffusa quanto sia virtuoso amare gli altri e peccato amare se stessi, Erich Fromm, nell’Arte di amare, annovera tra le varie forme d’amore “l’amore per se stessi”. Egli afferma: “Se un individuo è capace di amare positivamente, ama anche se stesso, se può amare solo gli altri, non può amare affatto. L’affermazione della propria vita, felicità, crescita, libertà, è determinata dalla propria capacità di amare, cioè nelle cure, nel rispetto, nella responsabilità e nella comprensione. Se un individuo è capace di amare in modo produttivo, ama anche se stesso; se può amare solo gli altri, non può amare completamente