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04 maggio 2021

Donne più stressate degli uomini come conseguenza del Coronavirus e in relazione più ampia con le principali variabili socio-demografiche. Lo rivela un monitoraggio dei livelli di stress della popolazione italiana condotto dal Centro Studi del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop) in collaborazione con l’Istituto Piepoli.

Stando ai dati, nella rilevazione del 27 aprile scorso è emerso che “il 39% della popolazione ha un livello di stress tra 80 e 10 su 100 (elevato), con un indice generale di 62. I livelli – precisa il Cnop – sono omogenei nelle diverse regioni. Le fonti di stress però si modificano: diminuisce l’emergenza coronavirus (dal 58% di febbraio-marzo al 40%); aumenta la condizione economica e la situazione lavorativa (oggi al 31% contro un 25% degli ultimi mesi); aumenta il peso di fattori psicorelazionali (rapporti familiari, con i figli, con i colleghi di lavoro, benessere soggettivo) oggi al 21% contro un 15%”.

È come se le donne stessero catalizzando addosso a sé tutte le conseguenze più difficili della pandemia (gestione della famiglia, dei figli, ecc.) pagando conseguenze psicologiche molto importanti. A mostrare particolari livelli di stress sono soprattutto i giovani, che anche in questo caso sembrano pagare le conseguenze psicologiche più dure delle restrizioni e della difficoltà di mantenere una vita sociale attiva, tipica di quella fascia di età.

"Cominciano ad emergere le conseguenze della pandemia sui diversi piani della vita, gli aspetti psicorelazionali non sono più solo una conseguenza ma sono diventati una causa di stress, posizionandosi al terzo posto dopo il Covid e le condizioni economiche-lavorative – ha sottolineato David Lazzari (Cnop) – Un monito per i decisori politico-istituzionali a dare risposte concrete e non più rinviabili”.

 

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